Letteralmente “stare in disparte, isolarsi”, dalle parole hiku “tirare” e komoru “ritirarsi”, è un termine giapponese coniato dallo psichiatra Tamaki Saito per identifica gli adolescenti che mostravano letargia, incomunicabilità e isolamento dalla vita sociale.Negli anni 80 lo Hikikomori divenne in Giappone un fenomeno di rilevanza sociale, per poi diffondersi a partire dagli anni 90, anche in occidente. Secondo la Società Italiana di Psichiatria nel 2013 circa 3 milioni di italiani tra i 15 e i 40 anni hanno già sofferto di questa patologia.

   Lo Hikikomori per l’adolescente rappresenta la volontaria esclusione da tutto e da tutti, evitando il ‘sistema’ in cui prima era ‘immerso’, scegliendo volontariamente di recludersi nella propria casa, possibilmente nella propria stanza, senza alcun contatti con l’esterno (compresi familiari ed amici) se non attraverso internet.

   L‘insorgenza del disturbo Hikikomori, che nella maggior parte dei casi affligge i maschi (‘timidi’ con madri oppressive e padri assenti) è graduale: si parla di meno, si perdono gli amici, appare la tristezza, l’insicurezza, la vergogna e, contemporaneamente, aumentano gli attacchi di rabbia/aggressività (nel 50% dei casi trattano i propri genitori con violenza). Essi passano il tempo oltreché sui social network, anche a leggere libri, a girovagare all’interno della propria stanza o semplicemente a oziare.

   Lo Hikikomori è stata considerata una difesa, una resistenza che l’adolescente applica per contrastare le pressioni manipolative del sistema sociale e/o famigliare, evitando così di conformarsi ad esso (e vivere le relative sofferenze): Mentre da una parte potrebbero essere presenti rapporti sociali adolescenziali con forme più o meno gravi di molestie/bullismo, dall’altra, potrebbe essere presenti delle disillusioni dovute alle aspettative famigliari/scolari a cui il soggetto non vuole o non può accondiscendere.

   Se in questo contesto il soggetto affetto da Hikikomori e/o i suoi familiari non riusciranno a superare la vergogna, la timidezza e a trovano qualcuno/qualcosa a cui aggrapparsi (come potrebbero essere delle strutture di ascolto), lasceranno che una prolungata mancanza di contatto sociale causerà la perdita non solo delle normali competenze relazionali acquisite ma impedirà anche una loro normale evoluzione nell’adolescente..

   Dal DSM IV le persone affette da Hikikomori si potrebbero etichettare come agorafobiche con aspetti depressivi, comportamenti ossessivo compulsivi associati a possibili tratti narcisistici.