La “consapevolezza” dei propri sentimenti, pensieri e azioni.

Il concetto di Mindfulness è essenzialmente figlio della filosofia orientale e la sua pratica deriva sia dalle tecniche di meditazione Vipassan (Buddismo), che dello Zen e dallo Yoga. Essa essenzialmente si svolge prestando attenzione, momento per momento, nell’hic et nunc, intenzionalmente, all’esperienza di ciò che scorre dentro, di ciò che si sta vivendo (sensazioni, sentimenti, pensieri, immagini e/o azioni). Tramite questa pratica l’attività discorsiva ininterrotta della mente si placa e crea uno spazio in cui spontaneamente emerge “nuova” conoscenza silente, al di là delle parole e dei concetti, del pensare e dell’intendere.. permettendoci non solo di vedere, conoscere e comprendere più profondamente ciò che siamo, ma  anche di vivere pienamente la propria vita nel presente.

  È molto importante che ciò venga eseguito in modo non giudicante, semplicemente accettando se stessi. 

Il fine ultimo di questa introspezione è l’acquisizione di una sempre più maggiore consapevolezza olistica del proprio essere, a livello fisico e spirituale. 

Questa pratica può contribuire anche ad eventuali trattamento psicoterapeutico addirittura per molteplici patologie: depressione, disturbo borderline, ansia, attacchi di panico, disturbi con componenti psicosomatiche, ossessivo-compulsivi, alimentari e dell’umore.


Gli interventi terapeutici mindfulness-based riguardano principalmente la Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR) e la Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT), sviluppata da Jon Kabat-Zinn nel 1979 presso il Medical Center della University of Massachusetts.